BORDER CROSSING evento collaterale di Manifesta12 presenta il 4 luglio a Palermo Green Observatory di Anto Milotta/Zlatolin Donchev curato da Bridge Art

Pool, still da video
Pool, still da video

 

BORDER CROSSING [pratiche dialogiche tra responsabilità etica e politica delle residenze d’arte italiane nel tempo della crisi, delle migrazioni internazionali e del nomadismo culturale]
Presenta: GREEN OBSERVATORY
di Anto.Milotta e Zlatolin Donchev
a Cura di Bridge Art (Lori Adragna, Helia Hamedani)
presso Spazio Y Palazzo Savona, Via Roma, 206 - Palermo
Open Mercoledì 4 luglio h 18:30
dal 5 al 14 luglio 2018

 

 

BORDER CROSSING è un progetto di Bridge Art in collaborazione con Dimora Oz e Casa Sponge, selezionato tra gli eventi collaterali di Manifesta12 Palermo.

Nel contesto di BORDER CROSSING, mercoledì 4 luglio alle 18.30 inaugura Green Observatory, un progetto del collettivo Anto Milotta/Zlatolin Donchev a cura di Bridge Art (Lori Adragna con l'assistenza di Helia Hamedani). Per la realizzazione del progetto Martina Guglielmo insieme all'associazione PYC - Palermo Youth Centre, collaboreranno con gli artisti. L'evento è ospitato nella project room di Palazzo Savona in via Roma 20, sede temporanea di Spazio Y per le attività in programma a Palermo.

L'installazione Green Observatory scaturisce da una serie di riflessioni emerse nel lavoro del collettivo a partire dal 2015, con il progetto Monumentvm, e, in seguito, presenti in Library, sviluppato nel dicembre 2017 in occasione di una residenza di ricerca a Linz. L’Entropia ambientale e l’Antropocene del paesaggio, temi ricorrenti nei lavori del collettivo trovano consonanza nel progetto ideato da BORDER CROSSING in sintonia con il tema proposto dalla Biennale Manifesta, Il giardino planetario: coltivare la coesistenza.

Secondo Milotta/Donchev “urbano e rurale si traducono in tecnologia e natura, dicotomia che svanisce nei complessi rapporti tra le piante e il sistema multimediale subordinato, simbiosi che esplicita anche l’identità agricola della Sicilia”.

L’installazione sarà composta da una pianta-scultura, che integra dei circuiti elettrico-elettronici, e dal video Pool. Il video, creato con la tecnica di Chroma key, impiega un fondale green screen, la cui funzione è quella di estrapolare e soppiantare digitalmente il colore verde nell’inquadratura. Riprendere il verde vegetale, davanti al verde chroma, è un’operazione concettuale ed estetica che intende sfumare il concetto di limite nella visione animistica della natura. In Pool, le piante diventano protagoniste di una sorta di tableau vivant che restituisce loro il ruolo di esseri viventi e non più di meri oggetti scenografici. Sullo sfondo, nell’ambiente acquatico delle stesse piante, i microrganismi eseguono coreografie complesse, mostrando i ritmi accelerati della vita su una scala impercettibile ma fondamentale per l’ecosistema. Ingrandita a misura d’uomo, questa, diventa un’immagine-specchio di processi relazionali e spostamenti variabili.

 

LAVORI IN MOSTRA

 

Green observatory.

Scultura sonora (pianta, vaso, terra, raspberry pi, speaker, cavo audio, cavo elettrico, lampada termica, arduino), dimensioni variabili, 2018.

Pool

Proiezione video (03:12min. in loop, HD 1080p, color, mono/stereo), dimensioni variabili, 2018.

 
UFFICIO STAMPA

Bridge Art press / Eugenia Nicolosi

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Anto. Milotta (Alcamo, 1984) e Zlatolin Donchev (Pechino, 1990) vivono e lavorano tra Sofia e Genova. Hanno studiato arti visive in diverse accademie italiane ed estere. Il loro percorso condiviso inizia nel 2014, quando l’Accademia Ligustica li seleziona per la residenza The sound identity of places. Questa esperienza svela una poetica parallela nella loro pratica artistica, stimolandoli a lavorare in una direzione comune. Negli ultimi anni hanno partecipato a diverse mostre collettive, tra cui Hortus (in)conclusus al MACA, Visao expandida alla Biennale di Curitiba, Brasile e Paesaggio in movimento a Saluzzo (CN).

Tra le mostre personali: Climasensibile Sala Dogana - Palazzo Ducale, Genova; Naturali Artificial al Museo d'arte contemporanea di Villa Croce, Genova; Antennae alla Tenuta la favola, Val di Noto (SR). Tra i riconoscimenti: menzione speciale della giuria per il IV premio Henraux; vincitori della residenza CreArt Salzamt e del premio Matteo Olivero; segnalati per il V premio MERU Art*Science. Nel 2018, sono stati invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Lima a svolgere una residenza di ricerca, finalizzata alla produzione della loro prima personale in un ente estero. 

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