A Roma, proclamati gli artisti vincitori della residenza fully_grounding_ 2019

 

Lunedì 10 dicembre alle ore 17:00, alla presenza di: Lori Adragna, co-fondatrice e direttrice artistica di Bridge Art,  Maria Rosa Jijón - Artista, Responsabile Culturale del IILA, Istituto Italo-Latinoamericano (Quito/Roma), Helia Hamedani - Storica dell'arte, critica e curatrice d'arte contemporanea (Teheran / Roma), si è svolta a Roma presso la Sala da Feltre via Benedetto Musolino 7, la cerimonia di proclamazione dei vincitori del Bando  internazionale lanciato da Bridge art // contemporary visions, per l’assegnazione della prossima residenza artistica full(Y)_grounding 2019 "il vuoto fertile / the fertile void” ai due artisti che hanno ricevuto più voti dalla Giuria designata.

 

La residenza promossa da Bridge Art, progetto con il patrocinio del Comune di  Noto, in partenariato con l’Istituto Gestalt H.C.C.- Italy e con il C.U.M.O Centro Universitario Mediterraneo Orientale, avrà luogo dal 14 gennaio al 10 febbraio  2019 a Noto, Patrimonio dell’Unesco, all'interno di Tenuta La Favola, un’azienda vitivinicola a impatto zero da anni all'avanguardia in tecniche di produzione biologica.   

                                                                                                        

I 10 finalisti, individuati tra tutti coloro che hanno inviato la loro candidatura,  sono stati sottoposti ad una Commissione,  presieduta da: Salvatore Cavallo - Presidente del C.U.M.O.  e dalla direzione di Bridge Art (Valeria Valenza, Direttrice e Lori Adragna , Direttrice Artistica,  e composta da: 

 

Antonio Arévalo - Poeta, critico e curatore d'arte contemporanea, già addetto culturale della Ambasciata del Cile in Italia (Roma)

Angela Basile - Psicologa, psicoterapeuta, didatta dell’Istituto di Gestalt – H.C.C.- Italy (Siracusa/Palermo) Filadelfio Brogna - Agronomo, Direttore Riserva Naturale di Vendicari (Siracusa)

Martina Cavallarin - Critica e curatrice indipendente di arte contemporanea (Milano / Venezia)

Pietro Fortuna - Artista (Roma)

Helia Hamedani - Storica dell'arte, critica e curatrice d'arte contemporanea (Teheran / Roma)

Maria Rosa Jijón - Artista, Responsabile Culturale del IILA, Istituto Italo-Latinoamericano (Quito/Roma)

Maria Giovanna Musso - Docente di Sociologia del mutamento, della creatività e dell’arte, Sapienza, Università di Roma

Santa Nastro - Critica e giornalista, staff di direzione di Artribune (Roma)

Isabella Pers - Artista, cofondatrice e ideatrice di RAVE East Village Artist Residency (Udine) 

 

La Giuria che nella valutazione dei progetti ha tenuto conto dei principi cardine su cui si fonda BridgeArt:                                                             

·   Valorizzazione della presenza multiculturale nel progetto.                 

·   Qualità della proposta progettuale

·   Coerenza del progetto con il tema e con principi della residenza                

·   Potenzialità di porsi in relazione con i contesti locali

 

ha così votato:

 

PIOTR HANZELEWICZ   -   Il vuoto fertile ovvero l’effetto Casimir - Punti 90

SIMONE CAMETTI   -  24 Carati - Punti 83

AISHA GIANNA MUELLER  -  Tentativo di anticipare la giornata - Punti 82

SONIA ANDRESANO  -   Ripieno del vuoto - Punti 79

VALENTINA SCIARRA -  Bloodless transformation of stone - Punti 78

VANIA BROCCOLI  -  Intrecci - Punti 77

PETER KIM  -  The hospitality of the void - Punti 76

LUCIA MARCHESIN  -  Orizzonte  - Punti 73

FEDERICA GONNELLI  -  Il nome dell’assente - Punti 69

BENEDETTA SEGALA - Eco di voci -  62

 

Decretando come vincitori della residenza artistica full(Y)_grounding 2019:

 

 Piotr Hanzelewicz - Simone Cametti

 

con le seguenti motivazioni:

 

Piotr Hanzelewicz - Il vuoto fertile ovvero l’effetto Casimir ...

Per il desidero, in linea con i temi cardine della residenza, di tessere una rete di relazioni formali e informali che coinvolgono persone, associazioni e maestranze individuate sul territorio. Il foglio di carta bianco su cui disegnare un ritratto, servirà a fissare le coordinate contestuali degli incontri con gesto rituale semplice, insieme individuale, nella rappresentazione delle fattezze personali, e collettivo nel suo atto relazionale. I disegni diventeranno al tempo stesso il primo tassello per la creazione di una inedita Banca della Carte e delle Matite a Noto.

 

Simone Cametti - 24 Carati

Per il notevole percorso artistico; per aver posto al centro del suo progetto la carruba, pianta tipica del Mediterraneo, oggi in Sicilia in via di estinzione ad eccezione di alcune zone del ragusano e del siracusano, e quindi per avere manifestato particolare attenzione al territorio su cui si svolge la residenza. Scegliendo il seme di carruba, il carato, usato fin dall’antichità come unità di misura dei preziosi, il progetto propone un connubio tra la fragile argilla, materiale primario plasmato dall’uomo e il prezioso oro, simbolo di regalità, e affida il dissenso nei confronti delle politiche odierne alla forza di un gesto semplice e alla verità degli oggetti.

 

Sono stati ritenuti degni di menzione speciale i seguenti artisti:

 

Sonia Andresano - Peter Kim - Aisha Gianna Muller

 

con le seguenti motivazioni:

 

Menzione speciale Gestalt

Sonia Andresano - Ripieno del vuoto

Per il progetto di land art partecipata che prova a superare l’horror vacui attraversando il buio simbolicamente rappresentato dal pozzo e lì aprire un varco verso le proprie stanze più intime.  Per la capacità visionaria di proporre il “pozzo” non come svuotamento ma come fertile confusione, ripieno assordante, cassa armonica corale, caverna emotiva dove le persone danno voce al proprio vuoto sotterrandolo.

 

Menzione speciale CUMO

Peter Kim - The hospitality of the void

Per un progetto che immagina di creare un giardino di sculture in cui si riflettono le relazioni con il mondo in un dialogo tra tradizione e modernità, dove si incrociano oriente e occidente; un luogo di speranza e di contemplazione non privo però di attenzione al contesto politico culturale.  Per avere scelto, come forma favorita del suo lavoro, il vaso quale archetipo di contenitore vuoto/pieno e al tempo stesso rifugio e luogo di rigenerazione.

 

Menzione speciale giuria Bridge Art

Aischa Gianna Muller - Tentativo di alterare la giornata

Menzione speciale al progetto di Aischa Gianna Mueller che pur non soffermandosi sull'aspetto relazionale, cardine della residenza Bridge Art, offre un progetto visionario e ribelle. L’artista, prendendo spunto dalla smania antropocentrica e dalla fragilità dell’uomo, pone lo sguardo sull'orizzonte, inteso come archetipo della rappresentazione dell’inizio e della fine del giorno. La giuria premia il coraggio e la poesia con cui si tengono in bilico le più alte aspirazioni umane e la totale assurdità e mancanza di senso.

 

Le residenze Bridge Art fanno parte di un più ampio progetto d’arte con l’obiettivo di creare una fucina laboratorio di sperimentazione delle più recenti ricerche del contemporaneo in un sito sensibile ai temi ambientali e legati all’eco-sostenibilità per creare, non solo metaforicamente, una piattaforma multiculturale che sia ponte tra realtà straniere e italiane.

 

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