C.U.M.O. Noto - BridgeArt_residencies  2015 - 2017

 

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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 17 febbraio 2017 alle ore 17.00 Bridge art//contemporary visions, format ideato e diretto da Lori Adragna & Valeria Valenza con il patrocinio del Comune di Noto, ha il piacere di inaugurare presso gli spazi del C.U.M.O. Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale (Noto) BridgeArt_residencies 2015 – 2017 una mostra documentaria delle residenze svolte negli ultimi due anni. Le residenze di Bridge Art si svolgono a Noto, Patrimonio dell’Unesco, all’interno di Tenuta La Favola, un’azienda vitivinicola a impatto zero e  all’avanguardia in tecniche di produzione biologica.

 

Nei suggestivi spazi del C.U.M.O., Ex convento francescano fondato a Noto Antica nel XIV secolo, sarà esposto un compendio audio visuale d’emozioni, ricordi, testimonianze, suggestioni, frutto dello scambio relazionale e della ricerca sul territorio netino, effettuati dagli artisti che, a partire dal 2015, hanno partecipato alle residenze targate Bridge Art:

 

Andrea Abbatangelo - Arsen Babajanyan  – Fabrizio Cicero - Niccolò de Napoli - Zlatolin Donchev - Tamar Hayduke Arash Irandoust – Anto. Milotta - Germano Serafini – Michele Tiberio

 

Parte di un ampio progetto d’arte, le residenze Bridge Art con l’obiettivo di creare in un sito sensibile ai temi ambientali, una fucina laboratorio di sperimentazione sul contemporaneo, hanno coinvolto in questi due anni artisti e curatori di varia provenienza, con l’auspicio di realizzare una piattaforma multiculturale che sia ponte tra realtà straniere e italiane.

 

La mostra sarà anche un’occasione per presentare i primi risultati della residenza ancora in atto - ha preso il via i primi di gennaio e si protrarrà sino alla fine di febbraio-. Gli artisti attualmente ospiti di Tenuta la Favola sono Andrea Abbatangelo con il progetto PAPAVER RHOEAS che auspica la realizzazione di un rifugio democratico e  Anto Milotta & Zlatolin Donchev con ANTENNAE che coniuga arte natura e tecnologia. Vincitori della Call per la full(Y)_grounding//2, si confrontano con il tema proposto dal bando di quest’anno: la “Relianza". Termine coniato da Gustave Morin, deriva dall'unione delle parole francesi relier (unione) e alliance (alleanza) indicando ciò che rende solidali contro la divisione. Il sociologo parla di "etica della relianza" per indicare il corretto atteggiamento dell'uomo nei confronti di sé stesso dell’ambiente e degli altri. 

 

Vademecum per un dialogo, è il titolo della residenza a cura di Lorenzo Madaro, che si è svolta nel dicembre del 2016, con gli artisti Niccolò de Napoli e Michele Tiberio. Per entrambi gli artisti “l’interesse per la scultura e per alcune sue declinazioni peculiari che evidenziano l’importanza per la forma e il valore intrinseco della materia“, scrive il curatore, ha rappresentato un’esperienza di dialogo e di avvicinamento tra persone, ma anche di rapporto costante con il contesto e quindi con il paesaggio, avviando un percorso tra materia, forma e ambiente, e sviluppando una pratica che include materiali che potenzialmente appartengono alla realtà individuale, riadattandoli e spingendoli attraverso un grado di tensione costante verso un progetto installativo unitario” .

 

Si è svolta nei mesi di gennaio e febbraio 2016, invece, la residenza dal titolo Le impalpabili impronte della carta e la geografia sensibile un progetto della curatrice iraniana Helia Hamedani per Bridge Art, che ha interessato Fabrizio Cicero - Arash Irandoust - Germano Serafini. “Gli artisti - scrive la Hamedani - nel loro percorso creativo hanno in comune una peculiare capacità di percezione di quello che ho chiamato il sovrasensibile (un sesto senso per la natura e la geografia). La casetta della tenuta si è trasformata in uno spazio per sperimentare, convivere, diventare amici e dialogare; un’apertura verso una discussione senza limite. Nulla di preordinato ma con una griglia di accordi nel campo dell’immaginario”.   

                                                                                       

Curato da Q&A Projects, nell'ottobre del 2015,  il progetto OGGI [un luogo dove accadono i mondi], ha visto affiancati l'autrice armeno-siriana Tamar Hayduke che vive e lavora in Italia e il compositore Arsen Babajanyan, armeno che risiede in Germania.  I percorsi dei due autori si sono incontrati in una commistione che ha trovato convergenza di un melologo contenente sonorità italiane, tedesche, siriane e doppie armene. «OGGI», scrive la Hayduke, «è un luogo dove i mondi “accadono”. È un'opera poetica nella quale la parola Oggi si ripete continuamente, una sequenza di versi che delimitano inquadrature di significati e significanti accostati e sovrapposti».

 

Seguirà domenica 19 febbraio dalle ore 12, un incontro conviviale presso Tenuta la Favola main sponsor di Bridge Art, che offrirà agli invitati alcuni prodotti della Azienda.

 

BridgeArt_residencies 2015 – 2017

A cura di Lori Adragna per BRIDGEART

Progetti di residenza a cura di Helia Hamedani, Lorenzo Madaro, Q&A Projects

CUMO via Sofia, 78
96017 Noto (SR) 
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