Incontri con le scuole | residenza smart_grounding#1

REPORT DI VALERIA VALENZA 

ottobre 2015

 

 

Grazie all'interessamento della Professoressa Elinpaola Murè che ha accolto il mio invito e coinvolto altri colleghi,

gli alunni di alcune scuole di Noto hanno incontrato i due artisti Tamar Hyduke e Arsen Babajanyan, ospiti della prima residenza #smArt_grounding residence//1 @ Tenuta la Favola. Agli incontri hanno partecipato le V classi degli istituti ARTISTICO – ITAS – CAeT – IPSIA e SCIENTIFICO – LES – CLASSICO – SCIENZE SOCIALI. 

Bridge Art,  che si sviluppa da La Favola Bridge, è un progetto di multiculturalismo basato sull'accoglienza di persone provenienti da culture e religioni differenti, ospitate presso la nostra azienda Tenuta La Favola a Noto per condividere un programma comune

preventivamente concordato. Fondamentale ai fini progettuali è quindi l’incontro con le realtà locali, prime tra tutte le scuole, secondo un modello di compartecipazione e scambio di idee, valori, esperienze. Per questa prima residenza breve, considerati i tempi

ristretti a disposizione degli artisti, si sono potuti organizzare due incontri. Per la prossima residenza dal titolo le impalpabili impronte della carta e la geografia sensibile, che ospiterà per due mesi artisti italiani e siriani operanti nel campo della fotografia e

delle arti figurative, si potrà anche prendere parte ai lavori preparatori.

 

Gli incontri con le classi si sono svolti secondo una stessa modalità. Prima di iniziare ho chiesto a tutti di disporsi in cerchio. In questo modo i ragazzi hanno sovvertito il tradizionale rapporto frontale con l’insegnante ma hanno dovuto rinunciare al tempo

stesso alla protezione dei compagni. Nella mia esperienza in scuole e università italiane e straniere ho infatti esperito che lavorare in gruppo è importante tanto quando imparare il coraggio di esprimere se stessi e la propria creatività. Ho aperto gli incontri con una breve presentazione del progetto e degli artisti, quindi ho lasciato la parola agli alunni. Dopo qualche minuto di imbarazzo (comune a tutte le classi) sono arrivate le prime timide domande generiche a cui ne sono seguite altre più stringenti e incalzanti. Interessante è stato notare il cambio di postura e la maggiore sicurezza e padronanza di sé al termine degli incontri quando

molti ragazzi (soprattutto del gruppo ITAS-Artistico e Classico-Scienze Umane) hanno avvicinato gli artisti ed espresso il desiderio di continuare a mantenere un contatto. Al contrario di quanto si pensa comunemente, i ragazzi del CAeT e dell’IPSIA sono stati

attenti, disposti all'ascolto e disponibili al dialogo, i loro interventi sono stati pregnanti, talvolta anche personali, e sempre sono stati rivolti al gruppo piuttosto che al vicino o all'amico. E’ stata un’esperienza estremamente costruttiva che apre ampi spazi per

riflessioni e possibilità di nuove proposte di interazione.

 

Molto apprezzati dai due artisti sono stati gli interventi dei ragazzi dello Scientifico e del LES. La partecipazione attiva degli insegnati e il lavoro preparatorio che avevano svolto, hanno dato loro consapevolezza e sostegno. Il risultato è stato il coinvolgimento degli

artisti in un botta e risposta interessantissimo sulle reciproche esperienze musicali ma anche e soprattutto su argomenti personali quali ad esempio le aspettative e le paure dei giovani netini.

 

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